Lifestyle - 03 set 2026

A settembre ricomincio a correre, promesso

Come credi: noi ci fidiamo di te. Ma lo farai da lupo solitario, e nel gruppo running del giovedì sera?

Sono gli immutabili cicli della vita: in vacanza si sbraca, verso la fine delle ferie si fanno i buoni propositi, a inizio settembre ci si iscrive in palestra o si tirano fuori le scarpe da running dallo sgabuzzino. Che poi il ciclo funzioni o meno, ai fini di questo articolo poco importa. Tanto poi, lo sapete, il ciclo successivo - quello Natale > propositi per l’anno nuovo - arriva in un attimo, e ci potete riprovare.

Da soli o in compagnia?

Tra le attività sportive amate dagli italiani, la corsa è negli ultimi anni in decisa crescita. La cosa bella? Che ognuno la può praticare come meglio crede: con la prima cosa che ho trovato nell’armadio o con un completino super tecnico che rispecchia pure i consigli dell’armocromista; guidato dall’istinto oppure da uno smartwatch di ultima generazione con tabelle di allenamento incorporate; quando c’è la voglia, o secondo una cadenza ossessiva.

Tuttavia, a classificare gli appartenenti al popolo del running è prima di tutto la preferenza tra l’allenamento solitario e la necessità di correre in gruppo.

Il corridore solitario

Ti dirà che solo quando è in solitaria riesce ad entrare nel flow. Che senza gli auricolari con la musica che pompa non trova la motivazione. Che preferisce andare al suo passo. Che è il suo momento per svuotare la testa. Che è libero solo alle 5 di mattina. Quando per l’ennesima volta proponi una corsetta in gruppo, risponderà al tuo Whatsapp con il meme: preferisci iscriverti a un run club, oppure un colpo di mannaia alla schiena senza preavviso? E nel caso lo volessi incontrare, dovrai accontentarti del feed di Strava.

Il gregario

Apprezza così tanto la compagnia, che del run club adora ogni cosa: gli infiniti confronti sulle nuance di ogni singola scarpa. Gli sfottò motivazionali. Quel senso di tribù, quel senso di sicurezza. Le pacche sulle spalle - tante, troppe pacche. Il sognare imprese insieme, quest’anno facciamo New York? I rituali prima di correre, durante la corsa, dopo la corsa (qualcuno ha detto poi andiamo a prendere la solita birra?) Persino il gruppo Whatsapp del run club è nel suo top of mind.

Dove i due mondi si incontrano

Un pettorale per trovarli, un pettorale per riunirli, un pettorale per farli correre e nel sudore poi premiarli… ah no, questa era un’altra cosa.

La verità è questa: nessuno può resistere alla manifestazione podistica. Alla maratona, ma anche alla mezza. Alla 12 km, alla 10 non competitiva. Anche alla 5. Pure alla 2 per i bimbi, se proprio questa domenica non c’è niente.

La partenza della gara è il luogo dove accadono le magie.

Anche il tipo solitario che di solito si allena alle 5 di mattina per non incrociare nessuno, il giorno della gara lo trovi al centro di una piazza gremita, schiacciato da una folla di esaltati in attesa del via: e non scappa. Quello che non ha mai corso senza la rassicurante protezione del run club, sa che partirà fianco a fianco con diecimila sconosciuti, eppure stranamente si sente a casa.

Il gruppo si scioglierà nella massa, ognuno si perderà per la propria strada, ma tanto ci sarà tempo dopo per le storie epiche e gli aneddoti assurdi. Il solitario sarà parte di un tutto ben più grande di lui, e probabilmente farà il suo personal best perché l’energia lo solleverà da terra. Come per magia, appunto.

E intanto, la stessa magia avrà trasformato ogni cosa in una festa stupenda. La città si sarà riempita di energia, saranno spuntati banchetti e stand e gazebi, la voce degli speaker e la musica saranno un tappeto di bassi che bussano al petto. Persino i percorsi tracciati con le transenne sembreranno degli eleganti boulevard. Ci saranno spille da balia da fissare alle magliette e stretching da fare, ultimi caffè da bere e ultime pipì da fare, gambe da caricare e “gellini” da condividere.

Ci saranno infine un arrivo e un dopo gara magari un po’ confusi, ma bellissimi. Applausi. Foto. Dammi il cinque. Una medaglia al collo, il pacco gara da recuperare, il buono pasto. Una doccia quando c’è (fantastico) e un massaggio alle gambe se il gazebo è libero (un sogno). Nuove amicizie, magari, che ti chiederanno il WhatsApp del run club. E proposte indecenti.

Ci vediamo alla prossima? Io mi sono già iscritto, e tu? Ma dai che la faccio subito anch’io, allora…

Magia della corsa, sei forse tu?

Perché in fondo la magia della corsa forse è proprio questa. Non che brucia i grassi e tiene in salute il sistema cardiovascolare; non che ci trascina all’aperto o ci libera dai pensieri negativi; non che ci riempie di endorfine praticamente gratuite.

La magia avviene ancora prima dello start, quando migliaia di persone diverse, di tutte le forme e di tutti i colori (abbigliamento tecnico, stiamo guardando te) e soprattutto di tutti i caratteri e di tutti i gusti si ritrovano ad aspettare insieme la stessa cosa.

Oh, poi l’abbiamo già detto: la corsa è libertà. Se dopo la manifestazione il solitario si sarà pentito e si darà al trail running perché almeno a 2.500 metri non c’è nessuno; se il run club farà il prezioso nei confronti dei nuovi iscritti… beh, liberi tutti!