Lifestyle - 10 lug 2026
Bestiario da concerto: e voi chi siete?
Li abbiamo visti, vissuti, sopportati, commentati.
In mezzo a code, transenne e cori sbagliati, la domanda è una sola. Non chi avete incontrato stasera, ma quali di questi eravate voi.
Il Bear Grylls
Arriva tre giorni prima dell’apertura cancelli. È munito di tenda da uno, scorte di acqua, coltellino svizzero multiuso che prontamente gli verrà sequestrato ai tornelli. Non teme gli agenti atmosferici, è disposto a nutrirsi di erbe spontanee. Si racconta che le transenne della prima fila riportino le impronte lasciate dai suoi gomiti in centinaia di concerti.
Il Carpe Diem
Sa come si navigano le correnti, come si sfruttano un improvviso vuoto e la debolezza del nemico, come si sgomita e come si punta alla meta. Entra nella location che il concerto sta per iniziare, ma in dieci mosse è appoggiato alla transenna di fianco a Bear Grylls - con una differenza: è fresco come una rosa.
L’uomo più alto del mondo
Avrà anche un’acconciatura da dieci centimetri di altezza e un buffo quando ingombrante cappello a tesa larga. E si piazzerà di fronte a voi.
L’inopportuno
Si è sorbito la coda in ingresso e le ore di attesa sotto al sole continuando a ripetere: spero che facciano quell’oscuro pezzo che non suonano da trentacinque anni. Quando proprio quelle note iniziano a risuonare, tutti lo guarderete… ma lui non ci sarà. Gli è preso uno stimolo qualche minuto fa, e probabilmente starà occupando una cabina rossa.
Il prezioso
Si è lasciato convincere a spendere centotrenta euro per un posto in piedi nel nulla di un campo da calcio, e passerà tutto il concerto a brontolare su quanto preferisce i live set acustici in località segrete con capienza di dodici persone.
Il compagnone
Non hai idea di chi sia, ma tempo un minuto e ti ritrovi il suo braccio sulla spalla. Oltre che con il suo sudore, ti avvolge con spirito cameratesco, grandi ammiccamenti, inviti a concludere i ritornelli che attacca. Il lato buono è che forse ti offrirà una birra, quello meno buono che lo farà dal suo bicchiere.
Il giudice
È lo spirito dei tempi, cresciuto a pane e talent show. Appena entra commenta ogni cosa, la gestione delle code, gli standard di sicurezza della location, i prezzi della birra, gli outfit del pubblico, la scaletta, il suono, i giochi di luce, il parcheggio. È giustamente temuto dagli amici.
Il tormentato
Conosce soltanto l’ultima hit del gruppo headliner, ma si ritrova al concerto lo stesso. E per ascoltare quel tormentone estivo - che comunque si becca in playback - si è sorbito tre gruppi spalla, il set principale e i bis, per un totale di cinque ore e mezza di musica. Più andata, coda per l’ingresso, attese varie, ritorno con panino in autogrill. Almeno ha vissuto un’avventura.
Quelli che potrebbero andare ad Amici o X-Factor
Vi canteranno nelle orecchie ogni singola canzone della setlist, cercando appoggio e sovrapponendosi al vostro idolo. Non azzeccherà una nota e sarà straziante. Esiste anche nella variante ballo di San Vito: oltre agli ululati sguaiati, le movenze da tarantolato.
Quello del “stiamo in compagnia, ci divertiamo”
Poi incrociano uno che non vedevano da dieci anni e si fermano a chiacchierare. Poi vengono trascinati via dal pogo. Poi si perdono nel parcheggio. Infine si addormentano per tutto il viaggio di ritorno.
Quelli che nel mezzo ci mettono lo schermo
Dai, ancora? Siate lieti e non tecnologici, adesso, che doman non v’è certezza. E comunque state tranquilli, ci sarà qualcun altro che lo pubblicherà su YouTube già stanotte.