Lifestyle - 04 ago 2026

Buone vacanze a tutt*: qualunque sia la vostra estate

Ci sono i fortunelli che possono andare in vacanza già a luglio, o addirittura a giugno. Ma per farvi gli auguri, usiamo lo stereotipo delle ferie d’agosto.

Agosto: quando l'Italia si mette in viaggio, quando tutti si parte in quel grande film corale che è il viaggio verso la località di villeggiatura (esistono ancora le partenze intelligenti?). Agosto: quando il paese si divide in quando e per due settimane il paese si divide in categorie con la stessa nettezza delle tifoserie di calcio. Proviamo a fare l'appello.

Ma noi vogliamo bene a tutti e a tutti vogliamo dire buone ferie!, perché è sempre il caso di non fare distinzioni. Né quando si scherza, né (soprattutto) quando le cose sono serie.

E allora buone ferie al runner che in vacanza si sveglia ancora prima del solito, che per le sette ha già fatto 12 km sul lungomare deserto, e poi impegna il resto della giornata su Strava (o a raccontare la sua prestazione al primo familiare che gli capita a tiro). Buone ferie al campeggiatore che voleva il glamping, ma era fuori budget: buone ferie alla tenda a cupola geodetica, al materassino kingsize autogonfiabile, al fornello a tre fuochi, alle strisce di lucette led che neanche Dyker Heights, al bagagliaio che sembra un trasloco.

Buone ferie alla coppia che in sette minuti ha caricato l’auto, e a quel capofamiglia che sta facendo Tetris dalle sei. E anche a quell’adolescente che a metà viaggio vuole proprio quello snack, ma non accetta che sia finito sotto a tutto.

A chi va in vacanza per non vedere nessuno, alta montagna e al massimo un cenno di saluto quando passa il pastore il rifugio isolato, e poi è tutto un cercare il punto dove prende una tacca. Ma anche alla famiglia che il campeggio silenzioso non lo cerca per capriccio, ma perché il ragazzo non sopporta il rumore, la folla, l’imprevisto: organizzazione nei dettagli e piano B sempre pronto, e ogni cosa andrà liscia.

Buone ferie a chi prima di prenotare setaccia le recensioni per essere sicuro che il bagno sia ampio abbastanza, facilmente raggiungibile e davvero accessibile. A chi finalmente si concederà un viaggio per sole donne, e nessuno avrà niente da ridire.

A chi cerca vuole cambiare aria, creare una bolla che tenga fuori il lavoro… e a chi al gruppo dei colleghi continuerà a mandare vocali e fotine, e ne riceverà in cambio, perché hey: per quanto strano, è possibile che il proprio luogo di lavoro sia un posto piacevole, di quelli che ti fanno sentire bene.

A chi non è schizzinoso, però almeno in vacanza preferisce che all’hotel sia associata la parola friendly. E a chi l’hotel lo cerca only.

A chi le vacanze sono lo stesso posto, la stessa camera, lo stesso menù, da 25 anni. A chi finalmente, nonostante sia una città mai vista, potrà non spiegare per l’ennesima volta che la pasta al tonno non è un’alternativa veg, che cos’è il glutine o che no, il ricciolo di panna non si lega a una certa intolleranza.

A chi torna dopo tanti anni a fare le ferie in uno, e non gli dispiace, solo gli manca qualcuno a dire di smettere di russare.

Alle mamme e ai papà che devono organizzare tutto da soli, e alla fine si sono ricordati anche il peluche preferito.

A chi prima ha organizzato il viaggio segnando 75 località su Google Maps e inserendo ogni orario in un foglio Excel, e appena partito è già in ritardo di un giorno e mezzo sulla tabella di marcia. A chi si è confuso e per il mare ha messo nel trolley 3 maglioni con le stelle alpine.

A chi non fa ferie lunghe perché ha pianificato un’estate di festival musicali in giro per l’Europa, e a chi le fa brevi perché il portafoglio concede solo quelle, ma va bene così, tanto “qualche giorno lo faremo dai tuoi al mare”.

E infine buone ferie a chi alle sette di sera è ancora indeciso se accendere il barbecue. Che in fondo, siamo tutti noi.