Lifestyle - 04 mar 2026
Il vero pagellone di Sanremo: quello che non si vede in TV
Dietro le quinte del Festival: file infinite, focaccia ligure, caccia ai VIP e un bagno Sebach sempre pronto a salvare la situazione.
Il diario di bordo dice che siamo già fuori da quella che, da qualche anno, viene definita come “settimana santa”. E le regole del gioco sono semplici, impossibili da sbagliare: si parla di Sanremo in tre periodi dell’anno: quando viene annunciato il nome del presentatore (guarda caso sempre al maschile), quando viene diramata la lista dei cantanti in gara (ogni volta sempre di più e ogni volta sempre più sconosciuti) e nella settimana del festival che inizia, in realtà, quando viene pubblicata la copertina del Sorrisi e Canzoni con tutti i protagonisti della kermesse sanremese.
E poi c’è una regola aggiuntiva molto più semplice delle altre: dal lunedì successivo alla fine del Festival si parla d’altro. Basta Sanremo, basta canzoni, basta meme, basta polemiche. Pensiamo ad altro. Pensiamo a ciò che sta succedendo altrove magari…
O forse no.
Concedeteci un ultimo discorsetto sul Festival, d’altronde è stata una settimana impegnativa, tra preparazione, training autogeno e allenamento, Sanremo dura almeno un paio di mesi (percepiti) e gli strascichi stanno ancora qua. C’è gente che ancora sta cercando di riprendersi dalle notti insonni del Sanremo 2023. E c’è persino chi sta ancora cercando Bugo!
(a proposito… ma dov’è?)
E quindi perché non fare un ultimo pagellone finale? Ma stavolta non ai VIPs – facciamo un bel pagellone a tutto quello che non si vede: alla città, alle situazioni, a quello che gli addetti ai lavori vivono ogni giorno ma che a chi guarda in tv non viene mai spiegato!

Il VERO PAGELLONE DI SANREMO, insomma. E lo chiamiamo proprio così!
La città di Sanremo 8
Bella, indubbiamente. Complimenti anche alla scelta di piazzarla vicino al mare, strano per una città ligure. Peccato che, come molte altre sue coetanee regionali, Sanremo sia costruita in pendenza il che la rende ottima per esercitare i glutei ma pessima quando sei in macchina e devi cercare parcheggio.

Le file ai tornelli 3
Come le scale di Harry Potter ogni giorno cambiano identità e regole! Quando ti sei reso conto di essere ormai cintura nera di “controlli” improvvisamente tutto ciò che sapevi non serve più: il giorno prima passava solo chi ha il pass, il giorno dopo passa chi ha un nome che inizia per J, il giorno dopo passa solo chi si chiama Carlo Conti, il giorno dopo ancora passa chi recita a memoria l’elenco alfabetico dei cantanti. Ingestibili.
La focaccia ligure 10
La più grande soddisfazione della settimana, troppo spesso non valorizzata dagli eventuali spot “La Mia Liguria”.
I sosia dei cantanti famosi 7
Danno colore all’ambiente anche se ti portano a dubbi esistenziali del tipo “ma cosa fanno il resto dell’anno?”.
I sosia dei cantanti famosi deceduti 4
Soprattutto perché ti fanno venire un coccolone se cammini per strada distratto.
I sosia dei Papi deceduti 2
Facile farlo con quelli morti da poco, provate a farlo con quelli del cinquecento. Li sì che è un cosplay più esclusivo.
I morti di fama 6
Simpatici se non molesti. Il loro compito è riuscire a farsi intervistare da chiunque solo per incrementare i propri follower e sperare un giorno di salire come ospiti sul palco di Sanremo. Alla fine fanno parte dell’ambiente come le action figure a casa di un nerd.

Girare per Sanremo con un pass 7
Bella sensazione ma ci sono “pass” e “pass” e come Freud insegna dopo che ti rimbalzano quando cerchi di entrare da qualche parte inizia l’invidia del pass altrui - e non è una bella sensazione.

I concerti in giro per la città altrimenti detti “festini bilaterali” 6 (media)
Anche qui bisogna fare una netta distinzione perché questo genere di eventi si trovano ovunque ma bisogna scandagliare per trovare quello più affine alla propria concezione di “concertino”. Se giusto il voto sale a 10. Se sbagliato scende a 2. Ma può arrivare anche a 100 se becchi in un localino random l’artista che ti piace che si esibisce guardandoti dritto negli occhi.
La sveglia mattutina 0
Suona inesorabile senza alcun rispetto per le nostre vite e per i bagordi della sera prima (ai famosi concertini di cui sopra). Insensibile.
La ressa fuori l’Ariston 4
Si narra che ci siano persone che non si sono mai schiodate dalle transenne per sei sere (compresa quella della passarella iniziale). Aiutatele.
I cacciatori di vips 1
Assillanti, petulanti, insistenti. Si intrufolano ovunque per farsi una foto o per ricevere un video saluto ma poi puntualmente ti chiedono: “chi era quello?”. La maggior parte di loro si ritroverà a fare foto col sosia di Celentano e poi spacciarlo per vero con gli amici.
Il menù delle mense NG
Non vogliamo farci nemici.

Il cesso Sebach 10
È possibile trovare una collaborazione migliore di questa? Ironia, umiltà e un poco di locura per raccontare insieme il Festival nel modo giusto senza prendersi mai (ma mai eh) sul serio. Ma soprattutto:
Microfono spazzolone: ∞
Non c’è altro voto possibile (e nessuno si è rifiutato di avvicinarlo pericolosamente alla propria bocca).
Diventare una grande famiglia con chi vedi ogni giorno 10
Perché alla fine condividiamo tutti la stessa sofferenza.
Conclusione
All’anno prossimo.
Forse.
Noi ci andiamo a riposare per un mesetto buono.
Articolo a cura di Davide Paolino – Lercio.it
